Menu Chiudi

Mps, il rilancio di Intesa convince. E la Borsa premia anche Unipol

CORRIERE DELLA SERA – 06.10.2026

Lovaglio chiama a consulto gli advisor. La nuova fase di Delfin con il sì all’Opas

di Daniela Polizzi e Andrea Rinaldi

Il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, è al lavoro con gli advisor per tentare una risposta al rilancio di Intesa Sanpaolo. Secondo indiscrezioni, le ipotesi sul tavolo riguarderebbero l’innalzamento del dividendo straordinario a tutto il 13,2% di Generali in mano a Mediobanca o lo stralcio di alcuni punti all’ordine del giorno dell’assemblea del 29 ottobre. Tutte opzioni di cui ancora non vi è alcuna certezza da parte del Monte, che a giorni dovrebbe convocare un cda per esprimersi sulla mossa di Ca’ de Sass. Fonti di mercato riportano anche di un incontro tra Lovaglio e il proxy Iss che dovrebbe dare indicazioni di voto a giorni, assieme all’omologo Glass Lewis.

Oltre alla presa di posizione di Delfin, il mercato si attende l’ufficializzazione del gruppo Caltagirone, socio con il 13,5% di Monte Paschi che da tempo valutava positivamente l’offerta della banca guidata da Carlo Messina. Banco Bpm invece, azionista con il 3,7%, potrebbe non presentarsi. Se lo facesse e non votasse, alzerebbe il quorum e renderebbe ancora più difficile per Lovaglio la ricerca di sostegno in assise. Il ministero dell’Economia (4,8%) aveva messo nero su bianco da tempo che non sarà presente all’appuntamento di Siena. Secondo gli analisti di Autonomous, la partecipazione di Delfin basterebbe a bloccare la maggioranza richiesta dei due terzi con un’affluenza fino al 73%. Se si aggiungesse anche il gruppo Caltagirone, l’approvazione sarebbe possibile soltanto con una partecipazione intorno al 92% e il sostegno di quasi tutti gli altri presenti. Il mercato poi si aspetterebbe un ulteriore rilancio da Intesa.

La cassaforte della famiglia Del Vecchio, primo azionista con il 17,5%, oltre ad aver fatto la sua scelta, con il cda di domenica — supportato dall’advisor strategico Lazard che in Italia è presieduta da Flavio Valeri — ha concluso un percorso inaugurato nel 2019 con la prima puntata su Mediobanca. Da azionista, Delfin ha sostenuto i progetti di crescita dei player bancari come nel caso del Monte che aveva puntato su Piazzetta Cuccia. Ora rivendica il ruolo sì di investitore finanziario, ma con in portafoglio quote meno ingombranti: il 2,7% di Unicredit, il 10% circa di Generali e 3,9% di Intesa una volta conclusa l’Opas sul Monte. La nuova fase strategica è stata scelta all’unanimità dal board presieduto da Francesco Milleri e guidato dal ceo Romolo Bardin, con un ruolo sempre più operativo in Lussemburgo. L’addio a impegni economicamente più rilevanti nelle banche libera la holding da un continuo dialogo con i regolatori. Il bilancio di questa stagione è molto positivo: a fronte di un investimento nel Monte pari a circa un miliardo, Delfin ha visto un rendimento, sulla carta, pari a cinque volte.

I titoli ieri si sono allineati al nuovo scenario: Unipol e Bper, in attesa delle 625 filiali di Mps che Intesa si è impegnata a cedere loro in caso di successo, hanno segnato +3,99% e +2,3%. Le vendite su Mediobanca (-5,1%) hanno segnalato l’allontanamento della fusione con Mps mentre la salita di Intesa (+1,5%) ha riportato a premio dell’1,5% l’offerta sul Monte (+0,8%).