CORRIERE DELLA SERA – 16.04.2026
Il caffè Segafredo potrebbe presto cambiare proprietà. Secondo indiscrezioni, il fondo QuattroR e l’imprenditore Massimo Zanetti hanno dato mandato alle banche d’affari Lazard e Intesa Sanpaolo-Imi di sondare il mercato alla ricerca di investitori. L’affare dovrebbe entrare nel vivo nella seconda parte dell’anno e potrebbe attrarre fondi di investimento e gruppi industriali, specialmente di origine mitteleuropea e desiderosi di aggiungere un prestigioso marchio italiano al loro portafoglio.
Sul tavolo ci sarebbe una quota di controllo — che potrebbe arrivare al 100% — nel gruppo Massimo Zanetti Beverage che nell’operazione potrebbe ricevere una valutazione di circa un miliardo. L’azienda ha chiuso il 2025 con ricavi per 1,3 miliardi e un margine operativo di 86 milioni, tornando all’utile. Merito di un piano di rilancio intrapreso nel 2023, quando il fondo QuattroR è entrato nel capitale al 50% per rafforzare la struttura patrimoniale della società appesantita dai debiti.
Da allora, sotto la guida del nuovo ceo Pierluigi Tosato, la società con sede a Villorba (Treviso) ha ridotto i costi, chiudendo fra l’altro la filiale greca, e rilanciato il marchio Segafredo, specialmente in Italia. Il gruppo è oggi presente in 110 paesi, con 20 stabilimenti in Europa, Asia e America, conta 40 marchi e oltre 3000 dipendenti. Il piano al 2028 prevede ricavi in aumento dell’8-10% in media all’anno, a riprova della ritrovata vitalità dell’azienda.
Alla luce di questi numeri e di queste prospettive, QuattroR, sgr presieduta da Flavio Valeri e guidata da Francesco Conte considererebbe conclusa la sua «missione», mentre — a quanto filtra — l’imprenditore Massimo Zanetti potrebbe decidere se e quale partecipazione cedere a seconda della controparte acquirente.
(di Francesco Bertolino e Daniela Polizzi)